Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 5/2026, che recepisce la direttiva europea RED III, cambiano in modo significativo le regole per la sostituzione degli impianti di riscaldamento negli edifici residenziali monofamiliari.
Dal 2026, sostituire una caldaia non è più considerato un semplice intervento manutentivo, ma una vera e propria riqualificazione energetica dell’impianto termico, con nuovi obblighi legati all’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Obbligo di quota rinnovabile anche nelle sostituzioni
La principale novità riguarda l’introduzione di un requisito minimo di energia da fonti rinnovabili. Negli interventi di sostituzione dell’impianto termico in edifici esistenti dovrà essere garantita una copertura da fonti rinnovabili pari almeno al 15% dei fabbisogni energetici per climatizzazione e acqua calda sanitaria. In pratica, la sola sostituzione di una caldaia a gas con un modello più efficiente potrebbe non essere più sufficiente per rispettare la normativa o accedere agli incentivi.
Quali impianti diventano più favoriti? Il nuovo quadro normativo orienta chiaramente il mercato verso soluzioni a maggiore integrazione rinnovabile:
1) Pompe di calore → soluzione più semplice per rispettare i requisiti FER;
2) Sistemi ibridi → ammessi, ma con progettazione e regolazione più rigorose;
3) Biomassa → consentita solo con generatori ad alte prestazioni ambientali;
4) Caldaie tradizionali → utilizzabili solo se integrate con sistemi rinnovabili.
Maggiore attenzione alla regolazione dell’impianto, il decreto rafforza anche i requisiti impiantistici:
1) Obbligo di sistemi di regolazione modulante;
2) Controllo della prestazione stagionale reale;
3) Maggiore integrazione tra generatore, distribuzione ed emissione.
4) L’efficienza non viene più valutata solo sul generatore, ma sull’intero sistema edificio-impianto.
Impatto sugli incentivi fiscali
Le detrazioni edilizie e i meccanismi incentivanti saranno progressivamente allineati ai nuovi requisiti RED III. Diventa quindi centrale la progettazione energetica preventiva e la verifica della quota rinnovabile già in fase di scelta dell’impianto.
Un cambio di approccio per le abitazioni unifamiliari, dal 2026 il passaggio è chiaro:
- prima: sostituzione della caldaia = intervento impiantistico;
- oggi: sostituzione impianto = intervento di transizione energetica.
Per i proprietari di case indipendenti ciò significa valutare fin da subito soluzioni integrate con rinnovabili, evitando interventi che potrebbero risultare non conformi o non incentivabili nel prossimo futuro.

















