Autovalutazione del rischio legionellosi: come si usa e a cosa serve

Questionario guidato per individuare fattori impiantistici e gestionali associati al rischio Legionella in strutture con reti idriche, produzione di acqua calda, sistemi aeraulici ad acqua, torri evaporative o altre sorgenti di aerosol.

Questionario guidato per individuare fattori impiantistici e gestionali associati al rischio Legionella in strutture con reti idriche, produzione di acqua calda, sistemi aeraulici ad acqua, torri evaporative o altre sorgenti di aerosol. Restituisce una valutazione orientativa utile a pianificare approfondimenti e misure di controllo.

L’applicativo costruisce un profilo di rischio attraverso domande sulla tipologia di struttura e sui sistemi presenti: rete di acqua fredda, produzione centralizzata o locale di acqua calda, umidificazione ad acqua, torri di raffreddamento, piscine e altri impianti che possono generare aerosol. Valuta anche condizioni gestionali, temperature, ristagni e presenza di trattamenti continui. La logica consente di evidenziare rapidamente aree critiche e di comprendere quali carenze sono prevalentemente impiantistiche e quali dipendono da gestione, manutenzione o procedure di prevenzione.

Il riferimento nazionale fondamentale resta il documento “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015 e pubblicato dal Ministero della Salute. Per gli aspetti relativi alla sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano va inoltre considerato il quadro introdotto dal D.Lgs. 18/2023 e le successive disposizioni applicabili ai sistemi idrici interni. Obblighi e responsabilità cambiano in funzione della struttura, dell’uso dell’edificio e dell’organizzazione del servizio, perciò non esiste un unico punteggio normativo valido per tutti i contesti.

Un’autovalutazione non è equivalente alla valutazione del rischio Legionella prevista per la struttura, né sostituisce campionamenti, piano di controllo, registri di manutenzione o interventi correttivi. Il rischio biologico è dinamico e può cambiare con temperature, stagnazione, lavori, periodi di chiusura e qualità dell’acqua.

Il risultato dovrebbe essere utilizzato per costruire una lista di priorità: verifiche documentali, misure di temperatura, ispezioni dei punti terminali, controllo di accumuli e ricircoli, eventuale campionamento e revisione delle procedure. Le azioni vanno poi integrate in un piano di gestione coerente con la tipologia della struttura.

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