Generatori a gas in centrale termica: installazioni particolari, presidi di sicurezza e impianti esistenti
Non tutte le centrali termiche stanno in un locale dedicato: ci sono generatori installati all'aperto, apparecchi collocati direttamente nel capannone da riscaldare, impianti alimentati a GPL con le loro cautele specifiche. E poi ci sono gli impianti esistenti, sui quali il manutentore deve capire fino a dove può spingersi senza far scattare l'obbligo di adeguamento. Le domande che seguono affrontano proprio questi casi particolari.
Il primo scenario è il generatore collocato in cortile o in copertura, addossato all'edificio.
D. Devo installare un generatore all'aperto, in cortile o in copertura: posso addossarlo alla parete dell'edificio servito?
R. Sì, ma solo se la parete interessata offre una protezione adeguata. La parete deve essere almeno REI/EI 30, realizzata con materiale incombustibile e priva di aperture nella fascia di 0,5 m ai lati e di 1 m sopra l'apparecchio. Se queste condizioni non sono presenti, l'apparecchio va distanziato almeno 0,6 m dalla parete oppure deve essere interposto un setto di protezione REI/EI 120 che superi la proiezione dell'apparecchio di 0,5 m lateralmente e 1 m superiormente. L'obiettivo è evitare che un incendio o un surriscaldamento dell'apparecchio coinvolga subito la facciata o le aperture dell'edificio.
Un'altra situazione frequente nell'industria è l'apparecchio installato direttamente nel locale da riscaldare.
D. In un capannone o laboratorio, posso installare generatori d'aria calda o moduli a tubi radianti direttamente all'interno del locale da riscaldare?
R. Sì, ma non in ogni ambiente. L'installazione diretta è esclusa nei locali interrati, negli impianti sportivi, nei locali di pubblico spettacolo e negli ambienti con affollamento superiore a 0,1 persone per metro quadrato. Il locale deve avere una parete esterna significativa, gli elementi su cui gli apparecchi sono addossati devono essere incombustibili e con idonea resistenza al fuoco, oppure l'apparecchio deve essere distanziato o schermato con setto di protezione. Devono inoltre essere mantenute distanze dai materiali combustibili in deposito, perché il problema principale non è solo la combustione del gas, ma anche l'innesco o il surriscaldamento dei materiali presenti nel locale.
Il quadro cambia ancora quando il combustibile è più denso dell'aria, come il GPL.
D. L'impianto è alimentato a GPL o con gas avente densità superiore a 0,8: quali limitazioni aggiuntive devo rispettare?
R. Gli impianti alimentati con gas più densi dell'aria richiedono maggiori cautele perché il gas disperso tende a ristagnare verso il basso. L'installazione deve essere fuori terra, il pavimento non deve avere avvallamenti in cui il gas possa accumularsi e almeno due terzi della superficie di aerazione devono essere collocati a filo pavimento. Occorre inoltre rispettare distanze da cavità, cunicoli, aperture, canalizzazioni drenanti o punti bassi che potrebbero convogliare il gas verso ambienti pericolosi. La verifica non è soltanto impiantistica, ma riguarda anche la morfologia del locale e delle aree circostanti.
Qualunque sia la configurazione, a fine lavori e in manutenzione ci sono presidi che non possono mai mancare.
D. A fine lavori o durante la manutenzione, quali presidi di sicurezza devo verificare che siano sempre presenti?
R. Devono essere presenti e realmente utilizzabili i presidi fondamentali di intercettazione, spegnimento e sezionamento. La valvola manuale di intercettazione del gas deve essere esterna al locale, ben visibile, accessibile e a chiusura rapida con rotazione di 90 gradi. Presso l'uscita deve essere disponibile almeno un estintore con capacità estinguente adeguata, aumentando il numero dei presidi quando le distanze interne lo richiedono. L'interruttore elettrico generale deve poter essere azionato da posizione protetta e la segnaletica deve rendere immediatamente riconoscibili divieti, dispositivi e percorsi. In manutenzione non va verificata solo l'esistenza del componente, ma anche la sua accessibilità e leggibilità operativa.
Chiudiamo con il tema più insidioso per chi opera sull'esistente: quando l'intervento impone l'adeguamento alle nuove disposizioni.
D. Intervengo su un impianto esistente, magari aumentandone la potenza: devo adeguarlo sempre alle nuove disposizioni?
R. Non sempre. Se l'impianto è già conforme alla normativa previgente, non è automaticamente obbligatorio l'adeguamento completo. È ammesso un solo aumento di portata termica fino al 20%, purché non venga superata la soglia di 116 kW per gli impianti che si trovano nella fascia tra 35 e 116 kW. Se invece l'aumento è superiore, se gli aumenti sono successivi, oppure se si passa a un'alimentazione a gas, l'impianto deve essere ricondotto alle nuove disposizioni. In pratica, il manutentore deve distinguere tra semplice conservazione dell'esistente e modifica che altera il livello di rischio originario.
Dal generatore in copertura all'aumento di potenza su un impianto datato, il filo conduttore è la valutazione del rischio reale: ogni configurazione ha le sue cautele, e il manutentore è spesso il primo a doverle riconoscere sul campo.